Yume Ramen | Sogni e cibo per l’Anima

Yume Ramen è un luogo per sognatori con una ciotola calda di brodo per l’anima stretta fra le mani. Il mio debutto con questo meraviglioso cibo giapponese non poteva essere migliore. In una fredda giornata di maggio che ha caratterizzato questa pazza primavera, una ciotola calda di brodo per l’anima non poteva essere invito migliore.

E dire che al principio, quando in Italia è arrivata la moda di questo soul food, non è che ho fatto salti di gioia. Anzi, pensavo proprio che non facesse per me. Poi, piano piano l’idea si è fatta strada e quando nel centro storico di Rimini ha aperto il primo ramen bar, mi sono detta perché no?

Credi nei tuoi sogni

Entri dentro Yume Ramen e sei avvolto da un’atmosfera zen: dall’arredamento al cibo fino alla filosofia, che ha accompagnato questi visionari imprenditori che del cibo per l’anima ne ha fatto uno stile di vita. Yume, dal giapponese sogni. Ramen, cibo per l’anima.

Più tavoli per condividere il pasto, sgabelli squadrati con il vano per riporre borse e cappotti. E qualche cosina da leggere per imparare a stare in pace con se stessi (Ikigai) insieme al Quaderno dei Sogni per tornare a sognare (nel caso ce lo fossimo dimenticati), nell’attesa di mangiare.

Come si mangia il cibo per l’anima

Per noi occidentali è tosta. In pratica si fa tutto quello che per il nostro galateo è peccato. Per assaporarlo al meglio servono 8 minuti. I noodles si prendono con le bacchette e si slurpano. Poco chiaro? Si succhiano. Idem con la ciotola di brodo. Si avvicina alla bocca e via di risucchio. Se non ti applichi almeno un po’, lo chef si offende, pensa che tu non abbia gradito il suo lavoro.

Da Yume Ramen tutto è preparato nella cucina a vista. Noodles fatti a mano e le ricette studiate con pazienza e meticolosità giapponese. Come debutto sono partita dal Tokyo Ramen. Città di mare e di terra per cui nella ciotola un brodo di maiale e di pollo, noodles, chashu di maiale, cipollotto, bambù, l’uovo marinato dal cuore morbido e il soffio di mare dato dall’alga nori.

Prima c’era stato un assaggio di gyoza. I caratteristici ravioli giapponesi nella versione carne, pesce e veg. Qui sono cotti alla piastra e penso siano fantastici in ogni stagione. Insomma non serve una fredda giornata d’inverno per gustarseli appieno.

Nel menù c’è anche una piccola selezione di cucina nipponica. Noodles saltati con verdure, riso al vapore con verdure e carne di maiale, pollo fritto alla giapponese (marinato in salsa di soia e zenzero da accompagnare alla Umami Mayo, una ricetta segreta del locale), spiedini di pollo accompagnati dalla deliziosa salsa teriyaki. Poche cose selezionate, perché la filosofia di Yume Ramen è scritta nel suo nome: noodles e cibo per l’anima.

Yume Ramen via Cairoli 43 Rimini

DuoMo | l’hotel per viaggiatori irriverenti

hotel duomo
hotel duomo
hotel duomo

Se il colore rosso ti appartiene non potrai che amarlo. All’Hotel DuoMo il colore della passione domina, incanta, si contamina con il verde acido, il viola deciso e il bianco assoluto che definiscono gli spazi di questo bellissimo hotel di design.

Posizionato nel cuore del centro storico è l’indirizzo giusto per incontrare la nuova cartolina di Rimini. Un’istantanea che si muove fra il ritrovato Castello Sismondo, il Teatro Galli e la magnificenza del Tempio Malatestiano, gioiello della storia rinascimentale.

hotel duomo
hotel duomo
hotel duomo
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Disegnato da Ron Arad l’hotel DuoMo è un hotel futurista e irriverente dalle forme sinuose e avvolgenti che scandiscono spazi, arredi e corridoi. Trentaquattro camere e nove suite, finestre a oblò che dividono camera e wet bath-room e un ingresso avveniristico che ricorda una navicella spaziale.

Fra le particolarità che custodisce questo hotel, meritano una citazione le tre suite con vasca idromassaggio sotto le stelle. Un’ospitale “spiaggia privata” protetta dagli sguardi indiscreti dai muri e dai tetti della città.

Il DuoMo è un hotel non solo per turisti, ma aperto a tutta la città, così lo ha immaginato il suo designer Arad. Ingresso e aree di passaggio sono una tela sartoriale per ospitare mostre che cambiano a cadenza programmata.

La colazione e l’aperitivo sono il momento il momento migliore per prendere confidenza con questa struttura dalle mille sfaccettature. Se volete giocare a fare turisti nella propria città, fatevi tentare da un pranzo o da una cena in hotel come avviene in tutte le capitali più trendy.

Se invece arrivate da lontano l’Hotel Duomo è un’esperienza nel cuore della città, alla scoperta del volto meno conosciuto di Rimini, il più riminese quello che vive “dentro le mura”.

Ricominciare di nuovo, yesss

Pagina 1 della mia terza vita lavorativa

Tutto è successo 4 anni fa. Dopo aver sudato le proverbiali sette camicie per diventare una giornalista professionista. Dopo averne sudate altrettante per avere un contratto giornalistico – l’agognato l’Articolo 1 – tutto è andato a gambe all’aria. Giornale fallito e indagine del tribunale in corso per accertare le responsabilità sul fallimento. Ma la cosa più terribile da affrontare: ricostruirsi una nuova stabilità lavorativa. Nel mezzo del cammin di nostra vita, quando sei troppo vecchia per lavorare e troppo giovane per andare in pensione.

Può un blog cambiati la vita?

Nel 2015 non erano (e non sono) più gli anni del sogno come nel 2000 quando, con un gesto di coraggio, ho lasciato il lavoro da impiegata per giocarmi la mia scommessa con il giornalismo. Davanti a me avevo 4 anni di protezioni sociali e poi il nulla. Ho avuto paura, mi sono sentita piccola e impotente, tuttavia nonostante la situazione avversa non ho permesso al mio Vero Io di cedere. Ho seguito l’istinto e ho afferrato il potenziale della frase: la bellezza salverà il mondo. Mi piaceva il mondo dei social. Ho aperto un blog: Solo Cose Piacevoli che poco dopo è diventato IoeRimini. Volevo raccontare Rimini alla mia maniera. Ma soprattutto qualcosa dentro di me mi diceva che quella era la strada giusta per rimettermi in gioco. Non sapevo come, ma sapevo che dovevo farlo.

Un clic ed è stata rivelazione

La svolta con la macchina fotografica. Sapevo scrivere, ma avevo bisogno di foto per il mio blog. Mi sono ritrovata fra le mani una reflex da battaglia. E ho iniziato a fotografare. Dalla prima reflex sono passata alla mia adiratissima Olympus PenF, ceduta con sofferenza per poter acquistare la Sony Alpha, la Macchina Fotografica. Senza che me ne rendessi conto, nel mio fare cose, le parole diminuivano e le immagini aumentavano. Mi sono rimessa in gioco, studiando e applicandomi con tenacia. Quando mi assale la paura a farmi compagnia c’è una frase buddista: l’inverno si trasforma sempre in primavera. La comunicazione visual è diventata la mia nuova passione. I colori, lo stile, i dettagli, che creano l’individualità digitale e raccontano un brand. Ci ho lavorato su e soprattuto ci sto lavorando su: corsi, lezioni, grandi navigate on line alla ricerca del bello.

Ho scommesso su di me

Da quel 25 aprile del 2015 (ultimo giorno di lavoro al giornale) – che per una strana coincidenza di date ha segnato la mia Liberazione – sono passati 4 anni. Se mi guardo indietro oggi sono più felice di ieri. In questi anni ho imparato tante cose. Per esempio, a dire un bel no quando serve. No, a chi pensa che scrivere sia un lavoro da hobbisti mal pagato e a chi ti dà una finta opportunità solo per approfittarsi delle tue competenze. Ho imparato a tenere a distanza chi ti infrange i sogni perché è meglio trascinare tutti verso il basso piuttosto che salire di livello. Ho fatto tante scelte che poi, per me, è la cosa più difficile da imparare.

C’è tanto bisogno di tornare a sognare

Adesso IOeRimini, il mio diario on line per raccontare la mia città e condividere i miei posti del cuore, si sdoppia e si appresta a diventare una digital boutique. Un’agenzia di comunicazione che racconta attraverso le immagini brand e storie imprenditoriali. A pochi giorni dall’avvio ufficiale di questo progetto lavorativo ho deciso di condividere questo pezzetto di vita con tutti voi. Perché oggi c’è un enorme bisogno di storie a lieto fine. C’è bisogno di tornare a sognare. E c’è tanto bisogno di esempi positivi quando la vita ti volta le spalle.

Ciao primavera

Una volta all’anno su queste colline di Longiano succede qualcosa di meraviglioso. Peschi, susini, albicocchi, ciliegi e tutti gli altri alberi da frutto, orgoglio della nostra Romagna, ci regalano l’emozione della fioritura. Quest’anno poi in sorprendente tempismo con l’arrivo della primavera.

Palme. Dune. Beach.

A due passi dal porto di Rimini, prima che tutto abbia inizio, l’impagabile sensazione di sentirsi ai tropici (in riva all’Adriatico).