Il Romagna Street Food di A Sem Toast

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Sandwich Tostissimi

Piccolissimo, buonissimo, tostissimo: 14 metri quadrati di puro piacere. Ve ne avevo già accennato nella mia guida Weekend a Rimini: 8 indirizzi easy chic da segnare in agenda. Ma a Sem Toast si merita una citazione tutta sua. Nel centro storico di Rimini, in zona cantinette,  se volete provare un sandwich memorabile, un panino gourmet, una piadina speciale o un frittino di quelli leggeri leggeri è l’indirizzo giusto. E’ il tipico esempio di romagna street food: cibo da consumare passeggiando con un’attenzione particolare alla qualità  degli ingredienti e al menù che varia a seconda dei prodotti di stagione.

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Amanti dello street food qui trovate pane per i vostri denti

Per uno spuntino, una pausa pranzo veloce, una cena al volo, il menù di A Sem Toast è tutta una tentazione. L’ultima ha il profumo intenso dell’autunno: il club sandwich al tartufo. Se pensate alla solita spalmata di crema di tartufo vi sbagliate di grosso. Nella salsa home made ci sono generose grattate di odoroso tubero, insieme al saporito prosciutto di Carpegna, spinacino fresco e altre sfiziosità.

Con l’arrivo del freddo nel menù è arrivata anche la polenta. La scelta è ardua: polenta con ragù di cinghiale, oppure polenta con funghi e fonduta? Nel dubbio meglio andarci in compagnia e condividere.

A Sem Fitness

Fra tante proposte food da leccarsi i baffi da A Sem Toast ne hanno inventata una che mette insieme gusto e calorie: il Keto ToastPane morbido ai cereali Penta Diet (pane speciale ad alto contenuto proteico e solo 0.9g di zuccheri a porzione), pollo piastrato, mayocado, pomodori e germogli di alfa-alfa coltivati con passione dalla titolare Claudia. Tradotto in cifre è uno sfizio da 350 calorie, senza nulla togliere al gusto.

Un frittino leggero leggero

E’ un classico dello street food, peccato che a volte il fritto preso al volo – superata la fase gnam gnam – si rivela spesso una mattonata da mandare giù. Questo invece è super leggero e croccante. Le proposte variano a seconda della stagione. Se in estate vanno fortissimo i fiori di zucca fritti, in inverno come resistere davanti al cartoccio di baccalà&cips oppure l’evergreen  pollocips e il buon fritto di pesce.

Un consiglio prezioso: le porzioni sono belle abbondanti soprattuto i sandwich, per cui meglio andarci in compagnia e smezzarsi le prelibatezze sul migliore tavolo a disposizione: i vecchi banchi della pescheria di Rimini.

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L’ultima tentazione: il panino con pastrami

Dal medioriente a New York, passando per la Romania e i ghetti ebraici di mezza Europa la succulenta carne affumicata e speziata è arrivata sui banchi della vecchia pescheria di Rimini. E proprio dalla Big Apple Claudia ha importato la ricetta. E’ tenuta rigorosamente segreta come si conviene nella storia di questo panino, protagonista della celebre scena di Harry ti presento Sally, girata all”interno di Katz’s Delicatessen di New York, il regno del pastrami.

Viene preparato con un taglio di manzo femmina. La carne è marinata per 8 giorni nelle spezie, cotta a bassa temperatura nel barbecue per 12 ore, più altre 6 di affumicatura. Si affetta al coltello. 100 Gr nel panino normale e ben 200 Gr in quello super. Un filo di senape, insalata e pomodorini freschi. Il cetriolo puntato con lo stecchino e il nirvana è servito.

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Le mie liste “irrisolte”, peggio dei trenini di Jep Gambardella

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Lo confesso: sono una compilatrice seriale di liste

La lista della spesa. La stessa che puntualmente dimentico sul tavolo della cucina prima di uscire di casa. La lista dei sogni. La lista dei desideri e quella degli episodi da dimenticare. Sì, la vita non è facile per nessuno, nemmeno per me. Per non parlare della lista degli impegni del giorno, declinata in versione settimanale e pure mensile.

La lista dei conti che tengo sotto controllo, nuotando come un salmone controcorrente fra le seduzioni dello shopping e il rigore dei conti. Nei giorni storti sono pure capace di stilare – mentalmente – persino la lista dei simpatici e antipatici. Poi me ne pento perché quando riacquisto la ragione capisco che la persona storta sono io.

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Datemi un foglio bianco, a righe, oppure a quadretti e mi farete felice

Perché c’è sempre una potenziale lista che aspetta solo di essere stilata. Alla fine di tanto impegno e di tanti buoni propositi messi per iscritto, peccato che abbia una vita stile pentagramma, completamente disorganizzata. Agenda degli appuntamenti di lavoro a parte, le mie liste “irrisolte” assomigliano ai trenini delle feste di Jep Gambardella in “The Big Beauty”: “So belli i trenini delle feste, so’ belli perché non vanno da nessuna parte!”. E ce n’è sempre uno pronto a partire.

Per una “serial lists” del mio calibro oggi mi sono imbattuta nell’apoteosi: il quaderno delle liste. Spettacolare. Stellare. Incredibile. Book for making lists of things on tour mind ad your heart. Grafica danese, lineare, pulito, colorino pastello. All’interno liste di ogni tipo: cose da imparare; cose di cui essere orgogliosa; le promesse fatte a se stessa; i grandi piani per futuro; persone con cui devo scusarmi (molto utile); i miei grandi obiettivi; i luoghi da visitare; persino una lettera a me stessa come fossa scritta da un fan e via di questo passo.

Che dire, sto transitando dal vecchio al nuovo mondo, mentalmente e lavorativamente parlando, era un trenino che non potevo perdere.

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