One light portrait: il primo ritratto non si scorda mai

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Io e la fotografia

La mia avventura con la fotografia inizia tre estati fa. Precisamente a fine agosto 2015. Mi servivano foto per il mio blog e non mi pareva professionale rubarle a desta e a manca fra una googolata e l’altra. Così sono partita dalla tappa obbligata: l’acquisto di una reflex di ingresso.

Ho investito su una Nikon che non aveva nemmeno il collegamento wifi. Tempo un paio di mesi e la passione per la fotografia esplode. Io, che nel mio più che ventennio di vita da redazione sfornavo pagine e articoli come se non ci fosse un domani, improvvisamente mi innamoro della fotografia. In quegli anni, infatti mai avevo mostrato il minimo interesse per le immagini. Scrivere scrivere, scrivere, scrivere, era il mio verbo.

L’anno dopo sono passata alla mia prima mirrorless. A rapirmi il cuore le linee retrò della Olympus Pen-F. Una macchina fotografica dai grandi azzurri. Ma già nel cuore si affacciava una nuova promessa: la Sony. Tant’è che quest’anno, imparato a usare la macchina in manuale, ho fatto il grande passo: la mia prima full frame targata Sony (la Alpa 7 III). Felice come una bimba.

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Dagli azzurri alla sfida del portrait

Anche con i ritratti il percorso è stato simile. Nella fotografia sono partita dagli azzurri. In fondo il profilo Instagram di IoeRimini che cos’è se non un inno all’azzurritudine e poco interesse per i ritratti, o portrait, francesismo che infonde alla parola quell’allure tremendamente parigino.

Il destino ha voluto che, tramite un’amica comune, incontrassi Veronica Bronzetti. Fotografia riminese con l’attitudine per il portrait, il glamour, lo still-life e il reportage. Bellissime le sue donne, ritratte da una donna. Nelle sue foto c’è quel quid di magia come quando a disegnare le collezioni di alta moda sono le stiliste, e non gli stilisti. Cose da donne, per le donne.

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One light Portrait

La personalità di Veronica Bronzetti la catturi appena varcata la soglia del suo studio fotografico. C’è qualcosa di magico, di rilassante, di pensato con amore in tutto quello che contiene: arredi, cornici, immagini, “attrezzi del mestiere”. Così mi sono detta perché non sfidarmi in quella cosa che mi è più lontana: il ritratto fotografico.

Ho afferrato al volo l’opportunità di partecipare al workshop One light Portrait di Max De Martino. Ventisette anni di mestiere sulle spalle. Per inquadrarvi il personaggio vi dico solo un paio di brand per i quali scatta: Chanel linea beauty, Nomura, Vodafone, oltre innumerevoli ritratti di scrittori e artisti.

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Una domenica da incorniciare

Il workshop One Light Portrait era pensato per una dozzina di persone, fotografi o aspiranti tali (come me) che volevano approfondire il ritratto con una sola luce. Ossia l’abc del ritratto con l’uso del flash. Nel centro di Rimini, in controtendenza con l’idea di andare al mare, lo studio Mimesi è diventato uno spazio intimo in cui esprimere la nostra creatività.

Il luogo giusto, l’insegnante giusto, il numero di partecipanti giusti per sentirsi a proprio agio. E una modella fantastica, Bianca, capace di passare nel lampo di un flash dal candore di Amélie al glamour di Holly Golightly, la protagonista di Colazione da Tiffany, alla psicopatica Nikita.

Nelle luci rarefatte dello studio, oppure sul terrazzo affacciato sui tetti del centro storico di Rimini, ho visto sul campo come la fotografia è fatta di luce. La posizioni in una maniera e hai un risultato. Scegli un’altra illuminazione ed ecco come tutto cambia. Anche il flash che ho sempre considerato il mio nemico giurato, improvvisamente si è trasformato in alleato. Ci sarà tanto da migliorare, ma come primo approccio sono super soddisfatta. Certo, avere un mago delle luci come Max De Martino aiuta, eccome … però l’attimo fuggente è opera mia.Portrait

Studio Mimesi: i calendario dei prossimi workshop

Un doveroso e necessario racconto per suggerirvi che a Rimini c’è uno spazio meraviglioso per chi vuole migliorare la tecnica fotografica. Uno spazio in cui la parola d’ordine è QUALITÁ, dove ci si sente a proprio agio, scattando con affermati fotografi. In questo primo workshop siamo stati particolarmente coccolati e viziati: pausa caffè, generi di conforto e per ricaricarci i sorrisi di Veronica e Lucia pronte a soddisfare ogni esigenza. Il che non è stato male.

Il workshop di domenica sul portrait era il primo di una serie di iniziative in programma nello Spazio Mimesi. A luglio ci sarà La fotografia come sperimentazione insieme a Luca Santese del collettivo milanese Cesura. A settembre insime a Lucia Accardo e Veronica Bronzetti il workshop di lettura creativa e fotografia: Il progetto, il libro e la mostra. E, udite udite, da segnare in rosso nell’agenda, in ottobre: Fotografi Rabdomanti laboratorio tenuto da Nausicaa Giulia Bianchi: dall’intenzione del progetto alla selezione delle immagini un corso di editing per costruire una vera relazione con le proprie foto. In una sola parola: imperdibile.