DuoMo | l’hotel per viaggiatori irriverenti

hotel duomo
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Se il colore rosso ti appartiene non potrai che amarlo. All’Hotel DuoMo il colore della passione domina, incanta, si contamina con il verde acido, il viola deciso e il bianco assoluto che definiscono gli spazi di questo bellissimo hotel di design.

Posizionato nel cuore del centro storico è l’indirizzo giusto per incontrare la nuova cartolina di Rimini. Un’istantanea che si muove fra il ritrovato Castello Sismondo, il Teatro Galli e la magnificenza del Tempio Malatestiano, gioiello della storia rinascimentale.

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Disegnato da Ron Arad l’hotel DuoMo è un hotel futurista e irriverente dalle forme sinuose e avvolgenti che scandiscono spazi, arredi e corridoi. Trentaquattro camere e nove suite, finestre a oblò che dividono camera e wet bath-room e un ingresso avveniristico che ricorda una navicella spaziale.

Fra le particolarità che custodisce questo hotel, meritano una citazione le tre suite con vasca idromassaggio sotto le stelle. Un’ospitale “spiaggia privata” protetta dagli sguardi indiscreti dai muri e dai tetti della città.

Il DuoMo è un hotel non solo per turisti, ma aperto a tutta la città, così lo ha immaginato il suo designer Arad. Ingresso e aree di passaggio sono una tela sartoriale per ospitare mostre che cambiano a cadenza programmata.

La colazione e l’aperitivo sono il momento il momento migliore per prendere confidenza con questa struttura dalle mille sfaccettature. Se volete giocare a fare turisti nella propria città, fatevi tentare da un pranzo o da una cena in hotel come avviene in tutte le capitali più trendy.

Se invece arrivate da lontano l’Hotel Duomo è un’esperienza nel cuore della città, alla scoperta del volto meno conosciuto di Rimini, il più riminese quello che vive “dentro le mura”.

Ricominciare di nuovo, yesss

Pagina 1 della mia terza vita lavorativa

Tutto è successo 4 anni fa. Dopo aver sudato le proverbiali sette camicie per diventare una giornalista professionista. Dopo averne sudate altrettante per avere un contratto giornalistico – l’agognato l’Articolo 1 – tutto è andato a gambe all’aria. Giornale fallito e indagine del tribunale in corso per accertare le responsabilità sul fallimento. Ma la cosa più terribile da affrontare: ricostruirsi una nuova stabilità lavorativa. Nel mezzo del cammin di nostra vita, quando sei troppo vecchia per lavorare e troppo giovane per andare in pensione.

Può un blog cambiati la vita?

Nel 2015 non erano (e non sono) più gli anni del sogno come nel 2000 quando, con un gesto di coraggio, ho lasciato il lavoro da impiegata per giocarmi la mia scommessa con il giornalismo. Davanti a me avevo 4 anni di protezioni sociali e poi il nulla. Ho avuto paura, mi sono sentita piccola e impotente, tuttavia nonostante la situazione avversa non ho permesso al mio Vero Io di cedere. Ho seguito l’istinto e ho afferrato il potenziale della frase: la bellezza salverà il mondo. Mi piaceva il mondo dei social. Ho aperto un blog: Solo Cose Piacevoli che poco dopo è diventato IoeRimini. Volevo raccontare Rimini alla mia maniera. Ma soprattutto qualcosa dentro di me mi diceva che quella era la strada giusta per rimettermi in gioco. Non sapevo come, ma sapevo che dovevo farlo.

Un clic ed è stata rivelazione

La svolta con la macchina fotografica. Sapevo scrivere, ma avevo bisogno di foto per il mio blog. Mi sono ritrovata fra le mani una reflex da battaglia. E ho iniziato a fotografare. Dalla prima reflex sono passata alla mia adiratissima Olympus PenF, ceduta con sofferenza per poter acquistare la Sony Alpha, la Macchina Fotografica. Senza che me ne rendessi conto, nel mio fare cose, le parole diminuivano e le immagini aumentavano. Mi sono rimessa in gioco, studiando e applicandomi con tenacia. Quando mi assale la paura a farmi compagnia c’è una frase buddista: l’inverno si trasforma sempre in primavera. La comunicazione visual è diventata la mia nuova passione. I colori, lo stile, i dettagli, che creano l’individualità digitale e raccontano un brand. Ci ho lavorato su e soprattuto ci sto lavorando su: corsi, lezioni, grandi navigate on line alla ricerca del bello.

Ho scommesso su di me

Da quel 25 aprile del 2015 (ultimo giorno di lavoro al giornale) – che per una strana coincidenza di date ha segnato la mia Liberazione – sono passati 4 anni. Se mi guardo indietro oggi sono più felice di ieri. In questi anni ho imparato tante cose. Per esempio, a dire un bel no quando serve. No, a chi pensa che scrivere sia un lavoro da hobbisti mal pagato e a chi ti dà una finta opportunità solo per approfittarsi delle tue competenze. Ho imparato a tenere a distanza chi ti infrange i sogni perché è meglio trascinare tutti verso il basso piuttosto che salire di livello. Ho fatto tante scelte che poi, per me, è la cosa più difficile da imparare.

C’è tanto bisogno di tornare a sognare

Adesso IOeRimini, il mio diario on line per raccontare la mia città e condividere i miei posti del cuore, si sdoppia e si appresta a diventare una digital boutique. Un’agenzia di comunicazione che racconta attraverso le immagini brand e storie imprenditoriali. A pochi giorni dall’avvio ufficiale di questo progetto lavorativo ho deciso di condividere questo pezzetto di vita con tutti voi. Perché oggi c’è un enorme bisogno di storie a lieto fine. C’è bisogno di tornare a sognare. E c’è tanto bisogno di esempi positivi quando la vita ti volta le spalle.