Una taglia 42 perfetta

Nel giro di un anno sono passata da pigra seriale – amante del divano come non mai – a una persona che si sfida in 14 chilometri di trekking, senza fare un plissé. Che cosa è cambiato nella vita? L’incontro con iPersonalTrainer. 

Da che mi ricordi fra me e la bilancia è stata sempre una lotta continua. Il miraggio di una taglia 42 perfetta era appunto un miraggio. Ogni tanto lo agguantavo, ma durava poco. Il tempo di un innamoramento. Un obiettivo da raggiungere. Poi i chilotti tornavano a farmi compagnia. Certo, non è che fossi proprio una che per strada la vedevi e dicevi: oh mio Dio, ma i segni di quella taglia in più, nella peggiore delle ipotesi di una taglia e mezza in più,  ci sono sempre stati.

Quando arrivi al punto di non ritorno, puoi solo risalire

Peggio è andata in questi ultimi dieci, forse quindici anni. Non me ne sono resa conto. Il lavoro ha preso il sopravvento. Lo stress era arrivato a un punto di non ritorno. E io che ho fatto? Semplice: mi sono sfogata mangiando. Facile. Chiaro. Consolatorio. Peccato che ci sono gli effetti collaterali. Nel mio caso, i tre lustri mi hanno portato una ventina di chili in più. La taglia 42 perfetta non era più un miraggio. Nemmeno si poteva pensarla. Discorso chiuso. Sei adulta, fine dei giochi. Alla tua età non si dimagrisce più!

Fatto sta che arriva sempre il giorno in cui ti guardi allo specchio. Io mi sono messa addirittura gli occhiali per vederci meglio. Risultato impietoso. Dovevo fare assolutamente qualcosa. Ma che cosa. Booh!!! Nella mia testa c’era solo lui il GRANDE BOOH!!!!

Da qualche parte parte dovevo iniziare per rimediare al disastro. Ho cercato su Facebook alla voce nutrizionisti, dietologi (ovviamente non palestre perché se c’era una cosa in cui eravamo state separate alla nascita eravamo io e la palestra). Mi sono imbattuta in iPersonalTrainer. 

Perché questa volta dovrebbe funzionare?

Del loro programma la parte che più mi era piaciuta era quella legata alla nutrizione, da cancellare invece quella legata al movimento. Ma con loro non si discute. O prendi tutto il percorso, o non se ne fa nulla. E dire che ci ho provato a chiedere solo il servizio nutrizionista. Ho insistito. Nulla da fare.

Dopo 25 anni in cui avevo resistito a tutte le forme di movimento che non fossero raggiungere la macchina, la scrivania, il letto, il divano, il giro di shopping  (che nella mia vecchia vita equivaleva a un percorso di triathlon) sono entrata in palestra. Inoltre non avevo mai portato a termine una dieta. Il dubbio “perchè questa volta dovrebbe funzionare” c’era tutto. Mi sono iscritta per tre mesi. Mi sono detta, proviamo magari è la volta buona.

Controvoglia ho iniziato a fare ginnastica: due giorni a settimana. In parallelo ho iniziato la dieta che qui significa corretta alimentazione. In tre mesi ho capito di essere sulla strada giusta. La bolla avvolgente del sistema iPersonalTrainer iniziava a dare i suoi risultati. Risultati ben visibili (anche senza occhiali). Avere un team di persone  che ti segue fa la differenza.

Che cosa è cambiato nella mia vita

Così dai tre mesi iniziali sono passata all’anno intero. Ho proseguito senza cedimenti anche in agosto. Se me lo avessero messo per iscritto a inizio percorso sarei morta dalle risate, io in palestra in agosto, non scherziamo. Sul versante della dieta posso dire di avere faticato e patito molta più fame con i tanti rimedi fai da te – buoni solo a farti ingrassare ancora di più e a bloccare il metabolismo – piuttosto che rispettare i menù della nutrizionista.

Mi sono divertita a partecipare ai corsi di cucina. Ho capito quanto è fondamentale bere, fare una spesa ragionata, organizzare una dispensa sana, concedermi il lusso di mangiare i miei piatti preferiti (pizza, pasta e piadina) senza sensi di colpa, fare colazione al bar senza per questo dover ripartire daccapo perché hai sgarrato e allora tanto vale esagerare. Ho preso l’abitudine di usare la bicicletta per spostarmi in città e prendere la macchina solo per i lunghi tragitti. Ora metto tempo nella casellina: riposo. Non cedo più alla promessa che vivere h24 è bellissimo. Rispolvero senza sensi di colpa il giusto ozio quello che fa bene al corpo e alla mente.

Ho capito che se vuoi dimagrire puoi farlo a qualsiasi età, ma devi acquisire un nuovo stile di vita, dove movimento e corretta alimentazione vanno a braccetto. Nessuna scorciatoia con beveroni, compresse magiche, ginnastiche strane e altri ritrovati.

Sul traguardo della taglia 42 perfetta (mi mancano giusto tre chiletti da smaltire) ho vinto la mia reticenza nel raccontare la mia vita e ho deciso di condividere questa esperienza: un anno per rimettere insieme la mia vita. Obiettivo raggiunto. La palestra, la sana alimentazione sono diventati uno stile di vita. Così come sfidarmi in un sabato autunnale e sciropparmi 14 chilometri di trekking sui sentieri della Valmarecchia insieme agli amici di iPT.

L’unica certezza? Natale

Natale

Annoiata dal numero di settembre

Pronte al “numero di settembre”? Ti diranno che the black is back, che il blu è il nuovo nero, che in inverno va di moda il bianco, ma anche i colori e pure i pastelli. Assolutamente da (non) avere la pelliccia e il suo contrario la eco pelliccia, perché la coscienza animalista cambia a seconda degli umori nella medesima stagione.

E poi il tocco animalier  |quello che viaggia fra leopardi – zebre – giraffe – pitoni|  non può certo mancare. Neppure lo scozzese, le stampe, le fantasie optical, i glitter e l’oro. Puoi scegliere un maglione over, oppure un vestito iper femminile, il tailleur pantalone, le scarpe stringate e quelle con il plateau

Ti diranno che andranno di moda gli abitini corti, andrà la pelle. Per farla breve: nulla di nuovo sotto il cielo dell’autunno e del prossimo inverno. Perché va tutto e il contrario di tutto ed è come se nulla andasse di moda.

Sparite le emozioni da cambio guardaroba. L’unica certezza è l’arrivo di  Natale

La bacheca Pinterest Magic Noel

Natale lo si può programmare fin dall’estate. Da Westwing con perfetto tempismo, ieri, 16 di agosto, sono arrivate via mail le prime occasioni per arredare la casa. Natale della tradizione, tutto bianco, rosso e tocchi di verde. La cosa impressionante è stato vedere polverizzare gli abeti in poche ore. Sintetici, innevati, colorati, nelle sfumature del legno stanno andando a ruba.

Per cui niente di male se ci portiamo avanti con i lavori e iniziamo a raccogliere i pin più suggestivi nella magica bacheca Pinterest dedicata alle ispirazioni natalizie.

Da settembre l’ABETE in terrazzo

Da parte mia penso che aggiungerò un abete al nuovo terrazzo che sto progettando con tanto amore. Sarà pronto a fine settembre e visto che non sarà più tempo di grigliate estive, la catenaria, le onnipresenti lanterne e un abete lo proietteranno direttamente verso il NataleMood. Fin da settembre. Sarà il mio personale “numero di settembre”.

Credit Immagine: CLEO SCHEULDERMAN

Moon Lovers: secret dinner in Romagna

moon

Take me to the moon

 

Travolti dalla bellezza in una serata di inizio luglio. Il passaparola appena sussurrato, una tavola di legno apparecchiata in mezzo a un campo di ulivi, buon cibo e buon vino. Dieci persone che si incontrano. Questo è lo spirito del #moonClub Numero Zero. Benvenuti nella secret dinner più boho-chic della Romagna in un campo di ulivi fra le vallate di Verucchio, a una manciata di chilometri da Rimini.[/fusion_text][/fullwidth][fullwidth background_color=”” background_image=”” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_webm=”” video_mp4=”” video_ogv=”” video_preview_image=”” overlay_color=”” overlay_opacity=”0.5″ video_mute=”yes” video_loop=”yes” fade=”no” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”” padding_top=”20″ padding_bottom=”20″ padding_left=”” padding_right=”” hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” hide_on_mobile=”no” menu_anchor=”” class=”” id=””][fusion_text]moon[/fusion_text][/fullwidth][fullwidth background_color=”” background_image=”” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_webm=”” video_mp4=”” video_ogv=”” video_preview_image=”” overlay_color=”” overlay_opacity=”0.5″ video_mute=”yes” video_loop=”yes” fade=”no” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”” padding_top=”20″ padding_bottom=”20″ padding_left=”” padding_right=”” hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” hide_on_mobile=”no” menu_anchor=”” class=”” id=””][fusion_text]

Un piccolo battito di magia

 

La localizzazione del luogo arriva sull’iPhone via wapp. Una volta arrivata, percorri il vialetto e ti trovi come in un sogno. In mezzo al verde incorniciata da file perfette di ulivi c’è la tavola, meravigliosa. L’aperitivo per creare l’atmosfera e sorpresa – appesi ai rami degli alberi – una collezione di abiti in puro stile boho-chic tutti da provare.

Poco dopo le 20 inizia la cena. In tavola ci sono combinazioni e contaminazione. Ti lascio qualche suggestione: hummus di ceci e la sua variante rosa con barbabietola; riso venere con anarcadi e albicocche al forno; pollo con pesche e zenzero; formaggi teneri, verdure e come happy ending la cheesecake ai mirtilli. Poesia in stile moon lovers.

Se vuoi saperne di più segui gli hashtag #moonClub #moonLovers la magia dei moon lovers potrebbe ricapitare.[/fusion_text][/fullwidth][fullwidth background_color=”” background_image=”” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_webm=”” video_mp4=”” video_ogv=”” video_preview_image=”” overlay_color=”” overlay_opacity=”0.5″ video_mute=”yes” video_loop=”yes” fade=”no” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”” padding_top=”20″ padding_bottom=”20″ padding_left=”” padding_right=”” hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” hide_on_mobile=”no” menu_anchor=”” class=”” id=””][fusion_text]

Mai provato la wellness cuisine?

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Workshop di wellness cuisine

Qualcosa su di me: adoro cucinare e mangiare. Purtroppo non sono nata fortunella con il metabolismo a scheggia, capace di bruciare l’impossibile. Per cui ho passato gli ultimi 4 lustri in lotta con la bilancia. E vinceva sempre lei. Appena mi mettevo ai fornelli vuoi per un invito, vuoi per me stessa, erano chili in più e dolori (per dirla tutta erano le amare lacrime da coccodrillo).

Lo scorso autunno però la mia strada si è incrociata con quella di iPersonalTrainer. E da quel momento fornelli e linea sono diventati per la prima volta amici e complici. Perché in questo centro fitness, fra le varie attività, si organizzano dei divertentissimi corsi di cucina, anzi di wellness cuisine in compagnia di Luigi Salvemini. E’ il loro iPersonalChef. Il suo modo di cucinare è bello per quanto sano. Se vuoi dare un’occhiata alle ricette primaverili ti consiglio di buttare un occhio al precedente post Mangia che dimagrisci.


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Ricette buone e belle per illuminare la parolina DIETA

Visto che il primo corso di cucina con Gigi Salvemini è andato alla stragrande mi sono detta: perché non replicare e portarmi a casa qualche altro segreto da wellness cuisine adatto per la bella stagione. La base della wellness cuisine sta tutta nel  tenere a bada l’indice glicemico. Non mi addentro in tecnicismi, ma so solo che è lui il nemico giurato da combattere.

Per cui lascio la parola ai fornelli. La serata ha seguito il solito schema: una dozzina di aspiranti “aiuto cuochi”, uno chef votato al good food come Luigi (per gli amici Gigi), una decina di ricette da preparare e assaggiare, SENZA SENSI DI COLPA. È lì il bello del workshop!!!

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Gli alleati della cucina sana

Sono ingredienti semplici, economici (il che non guasta mai) in grado di fare al differenza. Erbe aromatiche fresche (ne ho sempre una buona scorta sul terrazzo). Semi per dare croccantezza e sapidità. Più spezie e agrumi. In omaggio alla nostra tradizione romagnola abbiamo preparato  la piadina. A seguire, un crackers proteico a base di crusca di avena. Poi abbiamo trasformato in chic cuisine un banale petto di pollo, un filetto di branzino e pure i filetti di nasello (che insieme al merluzzo valli a sbattere, invece con una marinata di lime, zenzero, aneto e altri semplici accorgimenti acquistano il loro perché). Per la parte veg: burgher di quinoa con mayo vegana, zucchine tonde ripiene e carbonara vegan. Finale in dolcezza con il cremoso al melone che all’occorrenza può diventare un cremoso di pesche, di albicocche, di fragole o di pere, a seconda dei polposi frutti di stagione.

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Set fotografico in ascensore con muscoli in bella vista

Nulla era stato preparato in anticipo, ma il set fotografico allestito dentro l’ascensore lo ricorderò a lungo. In previsione di questo post sul blog mi ero portata dietro la macchina fotografica per immortalare i piatti in stile “la mia dieta è differente”. Peccato non avessi fatto il conto con le pessime luci che c’erano in cucina. Gialle, ma così gialle capaci di ammazzare ogni velleità di wellness cuisine. Mai però perdersi d’animo. Basta avere un iPersonalTrainer come Francesco, uno chef dal ciuffo impenitente come quello di Gigi, un ascensore ben illuminato e qualcosa di buono è venuto fuori. Perché vedendo le foto non mi dire che non viene voglia anche a te di metterti a dieta![/fusion_text][/fullwidth][fullwidth background_color=”” background_image=”” background_parallax=”none” enable_mobile=”no” parallax_speed=”0.3″ background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_webm=”” video_mp4=”” video_ogv=”” video_preview_image=”” overlay_color=”” overlay_opacity=”0.5″ video_mute=”yes” video_loop=”yes” fade=”no” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”” padding_top=”20″ padding_bottom=”20″ padding_left=”” padding_right=”” hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” hide_on_mobile=”no” menu_anchor=”” class=”” id=””][fusion_text]cuisinecuisine

One light portrait: il primo ritratto non si scorda mai

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Io e la fotografia

La mia avventura con la fotografia inizia tre estati fa. Precisamente a fine agosto 2015. Mi servivano foto per il mio blog e non mi pareva professionale rubarle a desta e a manca fra una googolata e l’altra. Così sono partita dalla tappa obbligata: l’acquisto di una reflex di ingresso.

Ho investito su una Nikon che non aveva nemmeno il collegamento wifi. Tempo un paio di mesi e la passione per la fotografia esplode. Io, che nel mio più che ventennio di vita da redazione sfornavo pagine e articoli come se non ci fosse un domani, improvvisamente mi innamoro della fotografia. In quegli anni, infatti mai avevo mostrato il minimo interesse per le immagini. Scrivere scrivere, scrivere, scrivere, era il mio verbo.

L’anno dopo sono passata alla mia prima mirrorless. A rapirmi il cuore le linee retrò della Olympus Pen-F. Una macchina fotografica dai grandi azzurri. Ma già nel cuore si affacciava una nuova promessa: la Sony. Tant’è che quest’anno, imparato a usare la macchina in manuale, ho fatto il grande passo: la mia prima full frame targata Sony (la Alpa 7 III). Felice come una bimba.

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Dagli azzurri alla sfida del portrait

Anche con i ritratti il percorso è stato simile. Nella fotografia sono partita dagli azzurri. In fondo il profilo Instagram di IoeRimini che cos’è se non un inno all’azzurritudine e poco interesse per i ritratti, o portrait, francesismo che infonde alla parola quell’allure tremendamente parigino.

Il destino ha voluto che, tramite un’amica comune, incontrassi Veronica Bronzetti. Fotografia riminese con l’attitudine per il portrait, il glamour, lo still-life e il reportage. Bellissime le sue donne, ritratte da una donna. Nelle sue foto c’è quel quid di magia come quando a disegnare le collezioni di alta moda sono le stiliste, e non gli stilisti. Cose da donne, per le donne.

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One light Portrait

La personalità di Veronica Bronzetti la catturi appena varcata la soglia del suo studio fotografico. C’è qualcosa di magico, di rilassante, di pensato con amore in tutto quello che contiene: arredi, cornici, immagini, “attrezzi del mestiere”. Così mi sono detta perché non sfidarmi in quella cosa che mi è più lontana: il ritratto fotografico.

Ho afferrato al volo l’opportunità di partecipare al workshop One light Portrait di Max De Martino. Ventisette anni di mestiere sulle spalle. Per inquadrarvi il personaggio vi dico solo un paio di brand per i quali scatta: Chanel linea beauty, Nomura, Vodafone, oltre innumerevoli ritratti di scrittori e artisti.

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Una domenica da incorniciare

Il workshop One Light Portrait era pensato per una dozzina di persone, fotografi o aspiranti tali (come me) che volevano approfondire il ritratto con una sola luce. Ossia l’abc del ritratto con l’uso del flash. Nel centro di Rimini, in controtendenza con l’idea di andare al mare, lo studio Mimesi è diventato uno spazio intimo in cui esprimere la nostra creatività.

Il luogo giusto, l’insegnante giusto, il numero di partecipanti giusti per sentirsi a proprio agio. E una modella fantastica, Bianca, capace di passare nel lampo di un flash dal candore di Amélie al glamour di Holly Golightly, la protagonista di Colazione da Tiffany, alla psicopatica Nikita.

Nelle luci rarefatte dello studio, oppure sul terrazzo affacciato sui tetti del centro storico di Rimini, ho visto sul campo come la fotografia è fatta di luce. La posizioni in una maniera e hai un risultato. Scegli un’altra illuminazione ed ecco come tutto cambia. Anche il flash che ho sempre considerato il mio nemico giurato, improvvisamente si è trasformato in alleato. Ci sarà tanto da migliorare, ma come primo approccio sono super soddisfatta. Certo, avere un mago delle luci come Max De Martino aiuta, eccome … però l’attimo fuggente è opera mia.Portrait

Studio Mimesi: i calendario dei prossimi workshop

Un doveroso e necessario racconto per suggerirvi che a Rimini c’è uno spazio meraviglioso per chi vuole migliorare la tecnica fotografica. Uno spazio in cui la parola d’ordine è QUALITÁ, dove ci si sente a proprio agio, scattando con affermati fotografi. In questo primo workshop siamo stati particolarmente coccolati e viziati: pausa caffè, generi di conforto e per ricaricarci i sorrisi di Veronica e Lucia pronte a soddisfare ogni esigenza. Il che non è stato male.

Il workshop di domenica sul portrait era il primo di una serie di iniziative in programma nello Spazio Mimesi. A luglio ci sarà La fotografia come sperimentazione insieme a Luca Santese del collettivo milanese Cesura. A settembre insime a Lucia Accardo e Veronica Bronzetti il workshop di lettura creativa e fotografia: Il progetto, il libro e la mostra. E, udite udite, da segnare in rosso nell’agenda, in ottobre: Fotografi Rabdomanti laboratorio tenuto da Nausicaa Giulia Bianchi: dall’intenzione del progetto alla selezione delle immagini un corso di editing per costruire una vera relazione con le proprie foto. In una sola parola: imperdibile.