Wild Romagna: pineta, mare, spiaggia

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Incontro verde-blu: da una parte la pineta dall’altra il mare

Se pensi al binomio SPIAGGIA e ROMAGNA questa è l’ultima immagine che ti può venire in mente. Invece esistono angoli di paradiso senza lettini e senza ombrelloni. Siamo a Lido di Classe nel ravennate. Qui è solo spiaggia, mare, dune e pineta. Ci sono stata pochi giorni fa per seguire, da dietro le quinte, un servizio fotografico per un magazine a Stelle e Strisce.

L’invito inatteso, e assai gradito, è arrivato dal mio insegnante di fotografia, Davide Ambroggio, una persona speciale, con una rara qualità: la generosità. Per tre mesi ha mixato l’abc della fotografia con uscite sul campo (non preventivate): dal suo studio a questa in riva al mare.

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Backstage azzurro IOeRimini

Così un tranquillo lunedì di maggio, di quelli che fino a tre anni fa passavo dietro la scrivania, fissa su un computer, a scrivere cose che mi raccontavano gli altri (questo è ormai ridotto in massima parte il giornalismo italiano) si è trasformato in un pomeriggio da “azzurro IOeRimini”.

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Ho una vasta collezione di conchiglie che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo


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L’istinto di Stella per la fotografia

Diciamo che scattando dal backstage non ci siamo fatti mancare nulla. Fotografo, modella strepitosa, stylist, beauty maker, hair stylist e Stella. La mia piccola cavalier ha un istinto innato per l’obiettivo. Basta che ne veda uno e si mette in posa. Le foto parlano da sole non serve aggiungere altro. Piccola, rispettosa, ci ha seguito passo dopo passo, senza creare il minimo inciampo ♥.

Se questo angolo di paradiso a due passi da Rimini ti ha conquistato raggiungerlo è facilissimo. Prendi la Statale 16, direzione nord. Geolocalizza lo stabilimento balneare Gogo Beach, a Lido di Classe, ti servirà come punto di riferimento e nel caso avessi bisogno di generi di conforto. Arrivato in spiaggia, lascia alla spalle le comodità. Davanti a te: mare, spiaggia, dune e pineta sono lì ad attenderti.

Rimini, la città di Federico Fellini

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La città del sogno e del ricordo

 

Capiti a Rimini un po’ prima dell’inizio della stagione estiva. E’ il momento giusto per andare alla scoperta della Rimini dei riminesi. Conoscerne il suo lato più autentico, il suo fascino di cittadina di provincia, il  centro storico e in questo particolare caso un cittadino illustre che grazie a un suo film l’ha fatta conoscere al mondo intero.

E’ la Rimini di Federico Fellini (Rimini 20 gennaio 1920 – Roma 31 ottobre 1983). Fellini è annoverato fra i più grandi registi del cinema internazionale: vincitore di quattro premi Oscar fra cui quello per l’iconico “Amarcord”.

La Rimini di Federico è la città del sogno, un racconto fantastico dei suoi ricordi di giovinezza fra il Borgo San Giuliano, il cinema Fulgor, piazza Cavour e poi dritti fino al Grand Hotel e la punta del porto. Un racconto sognato, immaginato perché il Regista non girò un metro di pellicola nella sua città natale, ma tutto è stato sempre ricostruito negli studi di Cinecittà, evocando le atmosfere, i sogni, i ricordi.

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 Il Borgo San Giuliano: una cartolina in puro stile Amarcord

 

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Dal Borgo San Giuliano quello che un tempo era il borgo dei pescatori inizia il mio itinerario felliniano. Si trova a ridosso del centro storico. Riconoscibile per le sue casette colorate affacciate sul fiume Marecchia oggi è diventato una delle zone di maggiore pregio di Rimini. Qui tutto è Fellini che lo ha celebrato in “Amarcord”. Il film che racconta la sua giovinezza, all’inizio degli anni Trenta, attraverso l’amico/alter ego Titta Biondi.

Il consiglio? Iniziate passeggiando lungo la via Marecchia, insieme a piazzetta Gabena, fra le più belle e colorate. Lasciatevi guidare dall’istinto, dai colori, dai tanti dettagli che strada facendo incontrerete. Per esempio, i bellissimi murales dipinti sulle pareti esterne delle case ispirati ai capolavori felliniani e ai suoi immortali personaggi: La Dolce Vita, Le notti di Cabiria, Lo sceicco bianco, Casanova, 8 1/2, La Strada, Marcello, l’Anitona, Giulietta (Masina) sua musa e fedele compagna nella vita reale e cinematografica.

 

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Pieno di ristorantini e cantinette il Borgo San Giuliano è il posto giusto per prendere confidenza con la buona cucina romagnola. Per un aperitivo vi consiglio l’Enoteca del Teatro perfetta per gli intenditori di vino. Per una gustosa piadina e altre specialità del territorio l’indirizzo giusto è  Nud e Crud. Se invece volete sedervi a tavola fatevi tentare da due classici della nostra cucina: tagliatelle e cappelletti da La “esse” Romagnola. Per il pesce invece l’indirizzo giusto è La Marianna.FelliniFelliniFellini

L’inedito sguardo sul ponte di Tiberio

 

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• Inaugurata a fine anno la Piazza sull’Acqua ridisegna l’invaso del ponte di Tiberio, il passaggio dal Borgo San Giuliano al centro storico di Rimini. Progettato dall’imperatore Augusto nel 14 d.C. e terminato sette anni dopo dal suo successore Tiberio, da cui prende il nome, il Ponte di Tiberio entra di diritto nel mio percorso felliniano. Scendendo nell’invaso infatti spicca il murales di Ericailcane: un gallo e un pavone che si affrontano a colpi di becco e artigli. Bello da vedere, super instagrammabile, anche qui c’è qualcosa di romagnolo e del Regista. Il gallo è da sempre il simbolo della Romagna, mentre il pavone è evocato nel film “Amarcord” di cui vi parlerò più avanti arrivati in piazza Cavour.

• Se alla vostra destra, attraversando il Ponte di Tiberio, vedete la Piazza sull’Acqua, alla sinistra, fresca di taglio del nastro c’è la passerella sospesa: l’inedito sguardo. Una suggestiva passeggiata che dal Ponte di Tiberio corre lungo le vecchia mura della città. Un colpo d’occhio unico, prima di inoltrarsi in corso d’Augusto e raggiungere il centro storico di Rimini.FelliniFellini

Il cinema che ispirò Fellini

 

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• Lasciato alle spalle il parco XXV Aprile, dove si trova la Piazza sull’Acqua, imboccato corso d’Augusto si arriva al Cinema Fulgor. E’ qui che da bambino Fellini si innamorò del cinema. Seduto sulle panche in legno di quello che all’epoca era un vecchio cinema di provincia, guardando insieme al nonno il suo primo film, “Maciste all’inferno”, incontrò i sogni di celluloide. Oggi palazzo Valloni è diventato la casa di Fellini grazie il tocco di un altro Premio Oscar. Lo scenografo Dante Ferretti ne ha curato gli allestimenti, restituendolo alla città di Rimini. E il prestigioso New York Times lo ha inserito fra le 52 mete mondiali da visitare nel 2018.

 

Poco distante, in piazzetta Zavagli, l’anello della Contessina

 

• Questo delizioso angolo di Rimini, a due passi dal cinema Fulgor, merita una citazione felliniana. Piccola, curata come una bomboniera, piazzetta Carlo Zavagli si nota per l’installazione a cerchio dell’artista Mauro Staccioli. E’ l’omaggio all’anello della contessina Zavagli citato nel film Amarcord.

Un fatto realmente accaduto proprio in quella piazzetta: un servitore dei conti Zavagli venne fatto immergere nel “pozzo nero” per recuperare l’anello caduto alla giovane. Oggi “l’anello ritrovato”, una possente struttura in acciaio, può essere ruotato con la forza di un dito. E, in questi anni, le sue infinite variabili di visione lo hanno fatto divenire uno dei luoghi più fotografati di Rimini.

 

Tips X FoodLovers

 

Per una deliziosa pausa food, poco distante da piazzetta Zavagli, ecco un indirizzo per gustare del buon pesce: Il Pescato del Canevone. Trova spazio in un edificio medievale “l’antichissimo Canevone di Santa Maria della Misericordia di Venezia”. Il pesce servito arriva direttamente dal peschereccio di casa e altri piccoli barchini che gettano le reti nelle acque di casa. Il menù è scritto sulla lavagna a seconda del pescato. A due passi dai Musei Comunali, nella stagione estiva, si pranza e si cena all’aperto tra il verde del giardino museale.FelliniFelliniFelliniFellini

Piazza Cavour il ritrovo dei “vitelloni”

 

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E’ la Rimini dei palazzi storici: il Palazzo del Podestà, costruito attorno al 1330. Il Palazzo dell’Arengo in stile gotico-romano datato 1200. Palazzo Garampi, sede del municipio di Rimini, che risale alla seconda metà del 1500. Se si sceglie Federico Fellini come guida per conoscere Rimini piazza Cavour acquista un’allure tutta particolare. Qui entra in scena il pavone di felliniana memoria. L’inverno è alle spalle, ma se dici fontana della Pigna e neve non può che venirti in mente una delle scene più magiche di “Amarcord”: le palate di neve contro Gradisca (personaggio reale diventata un’icona felliniana) e il pavone che si appoggia sulla fontana in marmo ghiacciata e zittisce tutti con la sua maestosa ruota. Nella finzione scenica piazza Cavour è anche il luogo d’incontro dei Vitelloni (altra pellicola che ha lasciato una segno nella storia cinematografica). Qui abitavano i personaggi principali: il mite Moraldo (Franco Interlenghi), Fausto il seduttore (Franco Fabrizi) e l’infantile Alberto (Alberto Sordi).

• Sull’altro lato della piazza c’è la Vecchia Pescheria. Costruita a metà del Settecento, oggi con le sue cantinette e localini è uno dei luoghi della movida riminese.

• In fondo alla piazza si affaccia il Teatro Galli inaugurato nel 1857 da Giuseppe Verdi, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, a breve sarà aperto alla città. Sempre in tema felliniano è nella vecchia sala delle Colonne, inglobata nei lavori di rifacimenti del teatro, che il 4 novembre del 1993 venne allestita la camera ardente per l’ultimo abbraccio fra Federico e Rimini, la sua città.

• Alle spalle di piazza Cavour ecco svelarsi in tutta la sua magnificenza il Castel Sismondo. Voluto nel 1400 da Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, come palazzo e fortezza. Un altro luogo importante nella vita di Regista. Nel suo piazzale veniva infatti montato il circo. I suoi personaggi caricaturali e grotteschi sono stati grande fonte di ispirazione nella stesura delle sue opere.

 

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Stanchi di camminare, vi assale quel certo languorino, da A Sem Toast trovate il perfetto romagna street food: panini, piadine e frittini leggeri leggeri da gustare sui banchi in marmo della vecchia pescheria. Di fianco, invece vale una sosta Il Foyer, colazione, pranzo, cena, aperitivo, troverete quello che fa per voi. Sempre in zona cantinette hamburger d’autore da Ciccia&Cips. In via Poletti, invece, da provare il ristornate La Mi Mama, cucina romagnola in versione delicata e ottimo tips per chi preferisce lo stile veg.FelliniFellini

Il tempio Malatestiano, la cattedrale di Rimini

 

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• Prima di virare verso il mare tappa d’obbligo al Tempio Malatestiano, la cattedrale di Rimini. La facciata esterna è stata commissionata da Sigismondo Pandolfo Malatesta ai uno dei pù grandi artisti del Quattrocento Leon Battista Alberti. Il duomo di Rimini, nonostante sia un’opera incompiuta (nella parte alta si vedono ancora le tracce dell’antica chiesa romano gotica)  è considerato uno dei gioielli del Rinascimento italiano. Fellini e amici lo frequentavano più che per amore di religione, per fini più terreni “soprattutto perché qui c’erano le ragazze”.

 

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In zona Tempio Malatestiano assolutamente da provare la pasticceria Il Duomo, le sue brioche per la colazione, così come i dolci per la merenda sono impareggiabili.Fellini

Dalla città verso il mare lungo il viale che porta al Grand Hotel

 

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Il racconto felliniano che si snoda lungo viale Principe Amedeo con le sue villette in stile Liberty rappresenta la migliore cartolina turistica di Rimini.

• Al numero civico 10 di via Dardanelli c’è la casa dove è nato Federico Fellini. Un passaggio breve, anzi brevissimo, la sua famiglia subito dopo si trasferisce nel centro storico cittadino.

• Proseguendo lungo viale Principe Amedeo si arriva al parco Fellini. Suggestiva e fotogenica è la grande macchina fotografica della Ferrania – ribattezzata Fellinia – che identifica la rotatoria che dal parco conduce al mare. Negli anni Sessanta e Settanta era un piccolo negozietto per la vendita di pellicole per macchine fotografiche. Poi avamposto della vecchia Fondazione Fellini sul mare. Oggi è considerata la metafora della Riviera Romagnola e della vocazione riminese a produrre immagini e immagini di immagini. L’hashtag #Rimini, prendendo come metro di paragone la classifica di Google, si è classificato al 14esimo posto fra le città più instagrammate d’Italia.FelliniFelliniFellini

Il simbolo della Dolce Vita riminese

 

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• Arrivati al parco Fellini si incontra una delle big beauty riminesi: il Grand Hotel. Simbolo della belle époque,  rappresenta un elemento centrale dei fantastici sogni giovanili di Federico quando sbirciava dalla recinzione la lussuosa vita che si conduceva al suo interno. Emblema dell’arte di vivere italiana, è caratterizzato dalla sua lussuosa facciata in stile Liberty, il parco esotico con le palme, la terrazza panoramica, i saloni arredati in stile francese e veneziano del XVIII secolo e quell’atmosfera di magia rimasta immutata dall’estate del 1908, anno della sua inaugurazione. Fellini amò per sempre il Grand Hotel e da regista famoso e acclamato ne fece il suo buen ritiro quando tornava a Rimini, sempre nella stessa suite.

 

Tips X FoodLovers

 

Da non perdere quando si arriva in zona Grand Hotel la piadina della Casina del Bosco, una vera e propria istituzione.

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Con lo sguardo verso il mare

 

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• Eccoci arrivati all’ultima tappa della mia Rimini felliniana: la passeggiata sul porto, o meglio come diciamo dalle nostre parti, lungo la palata. Per noi riminesi è l’ideale prolungamento della città verso il mare. Una passeggiata sul porto, non c’è nulla di più felliniano che si possa fare, specie nei corti pomeriggi invernali avvolti dalla nebbia. Si cammina in silenzio, in compagnia dei propri pensieri e dello spirito di “Amarcord”. Incrociando (con la fantasia) il transatlantico Rex come nella scena del film. Tutti si ritrovano in riva al mare per vedere il passaggio del celebre trasatlantico, ma fu soltanto una bizzarria del regista, perché da Rimini il Rex mai è passato. Potere della fantasia felliniana e dei suoi sogni di celluloide.

 

 

• E se volete concludere con una citazione da un classico felliniano, il film 8 1/2 ecco il mezzo suggerimento più: una passeggiata bella per tutte le stagioni, arrivati al porto proseguite sugli scogli, sulla punta del porto. Il più bel “pensatoio” di Rimini.

 

 

Tips X FoodLovers

 

La magia del tramonto al Rockisland, perfetto per un aperitivo mozzafiato o una cena sull’acqua.

Scarica la guida in formato pdf 

Questo itinerario turistico fa parte di un progetto realizzato per Liverpool Hotel Rimini All Inclusive (viale Bergamo, 8) Rivazzurra di Rimini.

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A Cesenatico ti innamorerai dei capanni da pesca

Pronti a innamorarvi dei capanni di Cesenatico?

Cesenatico questa estate è la mia meta preferita in cui progettare delle fantastiche mini fughe da Rimini. Quando ho voglia di qualcosa di diverso, sentirmi un po’ in vacanza a due passi da casa, vengo a farmi un giretto qui. Raccolta attorno al suo porto leonardesco, ordinata, piena di localini giusti, è nello stesso tempo a due passi da Rimini eppure così diversa. Sicuramente la sua tradizione marinara è molto più spiccata della nostra e lo si avverte, così come i suoi bioritmi da cittadina turistica. Rimini ormai da tempo vive 365 giorni all’anno.

In questi giorni mi sono regalata una incantevole passeggiata sul molo di Ponente, dove ci sono dei capanni da pesca che ti fanno innamorare. In legno, tenuti alla perfezione, con le loro caratteristiche reti a bilanciere, sono il buen retiro estivo di chi ha la fortuna di possederne uno, o quantomeno di coloro che hanno degli amici da andare a trovare.

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Una piccola fortezza azzurra sul mare

Passati in rassegna uno a uno, il mio preferito è quello turchese. Imponente, inaccessibile dalla passeggiata, se non per le piccole finestre. Al suo interno la vita si svolge tutta fronte mare. E suppongo sia una bella vita. Se questo è il mio capanno preferito, non da meno sono gli altri. Colorati, o naturali nelle varie venature del legno, sono tutti tenuti a piombo e, in estate, le loro terrazze sono super trafficate. Del resto chi non vorrebbe trascorrere almeno una giornata su una palafitta in legno, sul mare, di tanto in tanto un tuffo, tornare su dalla scaletta e farsi un aperitivo al tramonto?!

 

Lo spettacolo più bello al tramonto

Veder scendere il sole dietro alle silhouette dei capanni è sicuramente uno dei tramonti più particolari della riviera romagnola. Per chiudere la serata, a voi la scelta, con o senza capanno da pesca, siete in una delle zone più belle di Cesenatico per una cena al tramonto. Non vi resta che guardarvi intorno e lasciarvi tentare dal locale che vi seduce di più.

Come si arriva

Da Rimini, in auto, si prende l’Adriatica in direzione Ravenna. Arrivati a Cesenatico si prende l’uscita per il molo di Levante (via Trento). Si prosegue fino al porto canale. Parcheggiata l’auto, si attraversa il porto con il traghetto. Attenzione perché i traghetti sul molo di Cesenatico sono due. Il primo è nel tratto di porto Leonardesco. Invece quello per raggiungere la sponda del molo di Ponente è il traghetto Giovanna d’Arco. La corsa costa 0,40 centesimi e in un attimo siete dall’altra sponda, pronti a innamorarvi dei capanni di Cesenatico.

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Pic nic a Scamporella

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Non è estate se non partecipi a una Scamporella ♥

E’ l’insolito pic nic fra gli ulivi organizzato nella tenuta agricola Terre Giunchi, sulle verdi colline cesenati. E’ stato “il primo pic nic”, The Originals. Quello che qualche estate fa, lasciando un po’ tutti a bocca aperta, ha lanciato la moda delle serate fra vigneti e uliveti.

Scamporella è un sogno a occhia aperti. E’ una ventata di freschezza che cristallizza il tempo. Arrivi nella tenuta agricola poco prima del tramonto. Parcheggi l’auto e ad attenderti c’è il trenino pronto a condurti nel campo di ulivi.  Note swing, palloncini bianchi appesi ai cesti in vimini colmi di pacchetti golosi, mutande e calzettoni appesi come fossero festoni, interminabili fili di lucine, profumi di rosmarino e lavanda, sono il felice benvenuto a Scamporella.

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All’imbrunire ti viene consegnato il cestino da pic nic con il palloncino bianco, le posate in legno legate con lo spago rosso e quei pacchetti che profumano di buono. Non ti resta che cercare il tuo ulivo e l’aperitivo di benvenuto a Scamporella ha inizio. Focaccina, salamino, formaggio, le conserve fatte in casa con le verdure, il cous cous nel barattolino  di vetro …

Per il bere non c’è che l’imbarazzo della scelta. Dai vini della tenuta Terre Giunchi, ai cocktail d’autore, passando per i succhi di frutta e la buona Birra Amarcord che ha organizzato, sotto il suo ulivo, qualche piacevole rendez vous con i blogger con cui collabora.

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Una deliziosa cenetta in stile pic nic 

Il menù varia ogni settimana, ma diciamo che si resta sui classici della cucina di campagna con qualche nota inedita. Così ecco  che ti viene servita una fresca zuppetta di yogurt e cetriolo. Poi altre chiacchiere, un bicchiere di birra (noi abbiamo scelto una Gradisca con malto d’orzo, stile leger,  colore chiaro) e arriva la lasagnetta di verdure. La rinfrescante insalatina di campo con sapori e profumi che è raro assaggiare.

A metà  serata ci servono il piatto forte, un classico da Scamporella: patate e salsiccia alla griglia, servite in un cono di carta ancora caldo da mangiare con lo spiedino di legno. Intanto la musica va avanti. Le cicale lasciano spazio ai grilli. La notte si illumina sotto gli ulivi. E tu te ne stai comodo sdraiato fra coperte e cuscinoni, in attesa del dolce. Nel nostro caso una meravigliosa panna cotta con composta di frutta aromatizzata alla cannella.

 

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La serata prosegue calma, rilassata, perché deve durare dal tramonto alla prima notte, diciamo attorno alle 23,30.

Le serate di Scamporella proseguono tutti i giovedì d’estate. La prenotazione è obbligatoria. La lista di attesa è abbastanza lunga, per cui il consiglio è di prenotare per tempo in modo da gustarsi una perfetta serata d’estate in collina.

Aperitivo in Vigna sul Monte San Bartolo

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Da mozzare il fiato

In una vigna sul Monte San Bartolo, sorseggiando un calice di vino, vedi tramontare il sole sul mare. Il posto non è proprio dietro l’angolo. Ma vale la pena farsi qualche chilometro per arrivare nella Vigna di Rive a Fiorenzola di Focara, nel pesarese.

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Aperitivo al Tramonto

Risali la collinetta, lungo i filari di vite e piano piano vedi il mare che in questo tratto di Adriatico è di un blu assoluto. Seduti ai tavoli ricavati dalle botti di vino, oppure direttamente sull’erba, lo spettacolo ha inizio. L’aperitivo è sfizioso. I vini bianchi e rossi (blanc de pinot noir, pinot noir, sangiovese) della vigna di casa si abbinano alle focacce farcite con i sapori dell’orto, del mare e della terra .

Sorseggi un calice di bianco fresco, parli, scatti foto. Soprattutto ti meravigli di avere questo paradiso a due passi da casa. Intanto il sole inizia a scivolare sul mare. I colori dell’acqua e del cielo passano dall’azzurro all’arancio fino a quel sottile punto di rosa. E’ il momento in cui la golden hour lascia il posto a the blue hour. La costa si illumina e, se si capita in una serata dal cielo terso come è capitato a me, l’orizzonte arriva fino a Cesenatico. E’ l’ultimo colpo d’occhio prima di tornare a casa con quella magica sensazione di essere stato in vacanza.[/fusion_text][/fullwidth]

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Come si arriva

Da Rimini si prende l’autostrada fino a Cattolica. Si prosegue per Gabicce Monte lungo la panoramica. Usciti dall’A14 passando dalla Siligata (fino all’intersezione con Fiorenzuola di Focara)  si farebbe un pochino prima. Ma la panoramica che da Gabicce porta fino a Pesaro è una strada da love story e, dal mio punto di vista, fa parte del pacchetto di questo meraviglioso aperitivo che ti trasporta a due passi da casa letteralmente fuori dal mondo. Quindi restando sulla sinuosa strada panoramica si supera Fiorenzuola di Focara e un chilometro dopo si arriva nella vigna della Fattoria Mancini pronti a gustarsi l’Aperitivo al Tramonto.

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Si replica fino a fine estate

Se l’idea di perdervi nella bellezza con un calice di vino in mano, l’Aperitivo al Tramonto nella vigna con vista sul mare Adriatico si replica tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 18 alle 2130.[/fusion_text][/fullwidth]

Vigna delle Rive strada delle Rive Fiorenzuola di Focara