DuoMo | l’hotel per viaggiatori irriverenti

hotel duomo
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Se il colore rosso ti appartiene non potrai che amarlo. All’Hotel DuoMo il colore della passione domina, incanta, si contamina con il verde acido, il viola deciso e il bianco assoluto che definiscono gli spazi di questo bellissimo hotel di design.

Posizionato nel cuore del centro storico è l’indirizzo giusto per incontrare la nuova cartolina di Rimini. Un’istantanea che si muove fra il ritrovato Castello Sismondo, il Teatro Galli e la magnificenza del Tempio Malatestiano, gioiello della storia rinascimentale.

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Disegnato da Ron Arad l’hotel DuoMo è un hotel futurista e irriverente dalle forme sinuose e avvolgenti che scandiscono spazi, arredi e corridoi. Trentaquattro camere e nove suite, finestre a oblò che dividono camera e wet bath-room e un ingresso avveniristico che ricorda una navicella spaziale.

Fra le particolarità che custodisce questo hotel, meritano una citazione le tre suite con vasca idromassaggio sotto le stelle. Un’ospitale “spiaggia privata” protetta dagli sguardi indiscreti dai muri e dai tetti della città.

Il DuoMo è un hotel non solo per turisti, ma aperto a tutta la città, così lo ha immaginato il suo designer Arad. Ingresso e aree di passaggio sono una tela sartoriale per ospitare mostre che cambiano a cadenza programmata.

La colazione e l’aperitivo sono il momento il momento migliore per prendere confidenza con questa struttura dalle mille sfaccettature. Se volete giocare a fare turisti nella propria città, fatevi tentare da un pranzo o da una cena in hotel come avviene in tutte le capitali più trendy.

Se invece arrivate da lontano l’Hotel Duomo è un’esperienza nel cuore della città, alla scoperta del volto meno conosciuto di Rimini, il più riminese quello che vive “dentro le mura”.

La Maison du Reflet | Un angolo di Parigi a due passi da casa

La maison du Reflet

Con La Maison du Reflet tutto è partito da un profilo Instagram che fa sognare

Diciamo che i capelli non sono mai stati il mio punto forte. Sottili e così fragili che al primo accenno di umidità erano distrutti. Pensare di farli allungare? Un sogno proibito, accarezzato per tutta la vita, che si è puntualmente infranto contro la classica mezza misura, senza arte né parte.

Invece, mai dire mai. C’è sempre una speranza, una nuova amica che spunta su Instagram e ti fa innamorare di quell’allure parigino da sempre nel mio cuore.

Circa un anno fa sono incappata nell’account Instagram di Meri Monaldi, alias La Maison du Reflet e me ne sono innamorata. Dopo vari tentennamenti, non ce l’ho fatta e ho tradito il mio parrucchiere.

Così mi sono detta: vabbe’, la provi una volta e poi torni alle vecchie sicurezze. Non è andata proprio così.

La maison du Reflet
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La maison du Reflet
La maison du Reflet
La maison du Reflet

Se pensate che la bellezza salverà il mondo, siete accontentate

Ci sono andata una volta. E poi un altra. E un’altra ancora. Alla fine La Maison du Reflet non l’ho lasciata più. Perché qui c’è bellezza e professionalità. La bellezza la vedi nella particolarità del suo salone.

Era una vecchia officina, a due passi dal centro di Rimini. Ora è un posto unico. Tanto vintage, velluti, vernici opache, lampadari di cristallo, insieme a vecchi arredi in legno, scansie in ferro, mattoncini del soffitto lasciati a vista e preziosi fiori di carta realizzati a mano.

La maison du Reflet
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Frangetta, cerchietto e cheratina

Con i suoi prodotti Davines che fra parentesi adoro (li compreresti solo per il packaging) sono riuscita a fare allungare i capelli. Il segreto? Gli impacchi di cheratina. Sono sempre stata dubbiosa sull’effettivo risultato. Però stavolta, a ragione, di Meri mi sono fidata.

In neanche un anno, sparita la mezza misura, senza arte né parte. Largo alla frangetta. Per i mie capelli è arrivata la prima vera giovinezza. Per ti lascio un semplice, chiaro, efficace: Merci, Maison du Reflet.


La maison du Reflet
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La Maison du Reflet via Roberto Orsi, 3 Rimini

Fiori – Food e Bouquet sartoriali

fiori

Fiori e mari azzurri

E’ successo così che un giorno su Instagram mi sono imbattuta in un account che parlava di cibo e di fiori con un tocco tutto particolare. Piccoli sandwich ordinati sul piatto di portata, un filo di timo, il tocco di colore dei petali di viole. I bignè salati farciti di invitanti fette di prosciutto tenuti insieme con il rametto di rosmarino.

Crostate fatte in casa con la crema e i frutti rossi. Pastellose vellutate e piatti di verdura che erano una gioia per gli occhi. Poi il mare, azzurro, intenso bellissimo, il verde della campagna e i fiori, tanti tantissimi fiori. Tutto molto imperfetto, non era certo il profilo Instagram costruito a tavolino, ma ti rapiva.

La mia amicizia con Carlotta è iniziata così, a sua insaputa. Di tanto in tanto – quando volevo vivere nel bello – mi facevo un giretto sul suo profilo IG.

fiorifiorifioriUn bouquet sartoriale per eventi di qualità

Ovvio che ho cercato di capire chi ci fosse dietro. Una mano, i piedini che si avviano verso l’orto, un dettaglio del viso. Pochi indizi. Tutto molto riservato, eppure seducente.

Questo succedeva nel 2016. Un anno dopo ci siamo incontrate nel suo locale: Panenostro. All’epoca della mia amicizia “a sua insaputa” era ancora un progetto, ecco perché non trovavo traccia pubblica di lei. Di Panenostro – della sua cucina slow – me ne sono innamorata all’istante. E così è stato per tanti altri considerato il successo che ha avuto.

Ma Carlotta non si è fermata alla cucina. Ha messo insieme il suo mondo. A distanza di un paio di anni, la sua passione per i petali  è diventata una firma, anzi meglio ancora a me piace definirla un piccolo bouquet sartoriale che firma eventi di qualità.

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Carlotta si è fatta da sé. In cucina e negli allestimenti con fiori e verde. Ha semplicemente messo insieme quello che era il suo mondo e poi c’è andata giù di passione. Riservata, riluttante alla prima linea, eppure così tenace e determinata.

Quando si sceglie lei, si sceglie il suo mondo fatto di delicatezza e amore per ciò che la circonda. E allora le riunioni di lavoro, le feste di laurea, gli allestimenti floreali per i matrimoni, le feste di compleanno, diventano eventi di qualità. Di quella rara che non trovi facilmente. Dove cucina e fiori parlano con la stessa voce. Se volete dare qualche occhiata alle proposte food vi lascio questo link Alchimie di primavera .

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Filippo Sorcinelli: profumi e alchimie d’artista

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Come voler afferrare la nebbia

Maestro d’arte, musicista, direttore creativo, fotografo, graphic designer. Pensare di definire con le parole Filippo Sorcinelli è un po’ come voler afferrare la nebbia. Anche se lui è riuscito a racchiuderla in tre profumi. Tre fragranze d’artista che vanno a impreziosire il progetto UNUM Parfums, la sua maison di profumi d’eccellenza.

Le essenze sono la chiave di lettura che ho scelto per descrivere il suo meraviglioso mondo fatto di arte, bellezza e spiritualità. Tutto inizia con la prima fragranza: LAVS, dal nome dato all’atelier di vesti sacre. Il primo accordo di fragranze nasce per rendere ancora più raffinati i paramenti sacri. La contaminazione artistica gli appartiene. Quella combinazione di note diventa la prima gemma del progetto UNUM Parfum: l’universo Filippo Sorcinelli raccontato attraverso alchimie odorose.

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Sartoria olfattiva

Nel centro di Santarcarcangelo, l’atelier di Filippo Sorcinelli è il riflesso del suo universo che si espande e si contamina incrociando nuove forme artistiche. C’è il nero assoluto, il colore che più di ogni altro lo rappresenta. I fili di lana legati su pareti bianche che riproducono le trame tatuate sul corpo. Ci sono l’organo e le lucine pop che restituiscono l’atmosfera delle feste.

Ogni bottiglia, ogni particolare, la stessa rigorosa disposizione, raccontano qualcosa di lui. Dopo LAVS arriva Opus 1144. Fine conoscitore dell’arte gotica, il flacone è una dedica alla posa della prima pietra della cattedrale di Saint Denis in Normandia, nel 1144. Rosa Nigra è invece un accordo di fragranze che evoca la rosa, sebbene nei suoi componenti non figuri, come fosse “evaporata”. Ennui Noir, noia nera, è uno stato dell’animo. Maestro d’organo, dedica l’essenza Symphonie Passion a Marcel Dupré, organista di fama internazionale. Mentre la passione per la fotografia diventa Io non ho mani che mi accarezzino il volto, omaggio al fotografo Mario Giacomelli. Il gusto per il dettaglio gli appartiene. Se in Symphonie Passion  il tappo del flacone riprende un particolare dell’organo di Rouen; nel profumo dedicato a Giacomelli è rivestito in pelle, suggestivo richiamo alla famosa opera “pretini”.

Sei essenze, manca la settima che sarà svelata nel 2018 e chiuderà la collezione.

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Fotografo, appassionato di arte gotica, designer di gioielli, alla continua ricerca del Sacro, attratto dalla bellezza, Filippo Sorcinelli con tre accordi di fragranze impalpabili ha unito in Sauf musica e olfatto. Due arti che parlano lo stesso linguaggio: le note. Anche in questo caso, particolare e non scontato, il flacone che riproduce il tirante dell’organo di Notre Dame. E poi Nebbia (declinata in fitta – densa – spessa) finita a sua volta sotto vetro.

Nuvole di ricchezza olfattiva che riproduce anche in candele per gli ambienti e negli incensi. Questi ultimi sono una vera raffinatezza: polveri d’incenso in essenziali bottigliette trasparenti da bruciare sulla pietra.

Le alchimie olfattive firmate Filippo Sorcinelli sono un progetto che supera lo stereotipo profumi per lei, profumi per lui. Il consiglio è di entrare nel suo atelier, vaporizzare qualche goccia e scegliere quella che fa per voi. La mia preferita? Rosa Nigra, l’unico flacone trasparente della collezione Unum.

UNUM_Parfum piazza Ludovico Marini 24 Santarcangelo di Romagna (per ulteriori informazioni www.unumparfum.com)

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Riviera Golf Resort: Una giornata stile laguna blu

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Trascorrere una giornata al Riviera Golf è un invito servito su una tavolozza di sfumature azzurre

Chi mi segue su Instagram sa bene quanto l’azzurro sia per me essenziale. Un po’ come respirare. Dall’azzurro che si fonde nel grigio fino all’estremo opposto: il turchese, passando per i toni polvere, pastello per arrivare al profondo blu. Ogni sfumatura ha un suo perché. Per cui l’idea di passare una giornata al Riviera Golf Resort di San Giovanni in Marignano mi è sembrato un invito servito su una tavolozza di sfumature azzurre.

Qui si trova una delle più belle piscine della Riviera. 82 metri quadrati di forme sinuose in pietra di Noto e un ponte, per unire le due rive, come tratto distintivo. Una laguna blu con tanto di spa (ovviamente a bordo piscina), aperta in estate e in inverno. Se nella bella stagione non ci sono barriere, in inverno dietro alle vetrate ti rigeneri guardando il verde dei campi da golf e le sfumature di azzurro che offre la giornata.

Quando hai voglia di H2O ma cerchi alternative alla spiaggia

In estate il Riviera Golf Resort è una felice alternativa alla spiaggia. E’ uno di quei posti capace di fare sentire in vacanza persino una del posto. La piscina è il suo punto forte. Il relax è assicurato: puoi decidere di passare il tempo a due passi dall’acqua con gli amici, oppure optare per il lettino sul prato e un buon libro come compagnia. Confort e coccole sono una costante.

Vi suggerisco solo alcune idee. Si può nuotare. Si può camminare nell’acqua per tutti gli 82 metri lineari visto che la piscina scende lateralmente. Per un aperitivo o un pranzo veloce c’è il Buca 19 Bistrot. Addirittura si può prenotare un massaggio all’aperto. Teli bianchi accarezzati dal vento saranno il vostro separè dagli sguardi indiscreti.

Il ristorante, quello con la maiuscola, meriterebbe un post a parte. Gusto, benessere e ricerca delle materie prime sono alla base dei piatti che compongono il suo menù. Cenare a bordo piscina è un lusso che non ha prezzo. Per chi sceglie di passarci una vacanza, ci sono invece  14 suite, una diversa dall’altra, disegnate da altrettanti architetti, per un perfetto #weekendescape.

Nella mia giornata c’è stato spazio solo per il riposo, riposo e ancora riposo. Lettino all’ombra sull’erba, il libro e le incursioni di Giuditta, una super vivace french bulldog in vacanza con la sua famiglia. Sì, una struttura così bella non poteva lasciare alle porte i nostri amici 4zampe. 

Istruzioni per l’uso

La strada più veloce da Rimini per arrivare al Riviera Golf è l’A14. Quindici minuti di autostrada e si esce a Cattolica, poi si prende direzione San Giovanni in Marignano, verso l’entroterra di Cattolica.

Piscina e spa sono aperte anche a non soci tramite ingressi giornalieri. La piscina è aperta da metà maggio a metà settembre. Volendo si può prendere lettino, telo e ombrellone con un abbonamento mensile e stagionale. Mentre la spa è aperta tutto l’anno con invitanti percorsi benessere.

Per gli appassionati del green: il campo da golf è da 18 buche (par 70), provvisto di un percorso a 9 buche e del campo pratica.